La trappola dell' efficienza
date » 20-04-2026 15:55
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La trappola dell’efficienza e il ritorno alla sostanza
C'è un peso invisibile che ci portiamo addosso ogni giorno, ed è quello di dover essere sempre "all'altezza". Non è solo una questione di apparire belle agli occhi degli altri, ma è soprattutto una pretesa di efficienza che non ci dà tregua. Ci viene chiesto, e finiamo per chiedere a noi stesse, di essere macchine perfette: capaci di gestire tutto, di risolvere ogni problema, di non cedere mai. Questa "perfezione della capacità" è diventata la nostra corazza, un copione che recitiamo così bene da dimenticare chi siamo sotto quegli strati di doveri e prestazioni. Spesso siamo noi le prime a non perdonarci un momento di vuoto, a sentirci sbagliate se non siamo produttive, diventando le giudici più severe della nostra stessa esistenza.
Questo modo di vivere ci segue ovunque... Portiamo nel mondo la nostra parte più solida, quella che funziona sempre, per paura che mostrare una crepa significhi fallire. Ma la verità è che la connessione vera, con noi stesse e con il mondo, nasce solo quando abbiamo il coraggio di posare quella maschera dell'efficienza. C'è una forza rivoluzionaria nell'autenticità, nel darsi il permesso di non dover dimostrare nulla. Ritrovare la propria centralità significa riscoprire che non siamo oggetti da ammirare o strumenti da utilizzare, ma donne che hanno bisogno di spazio per respirare e per esistere oltre quello che "sanno fare". È un atto di fiducia verso se stesse: smettere di rincorrere un’immagine ideale per abbracciare la propria sostanza, fatta di fragilità, di storie e di silenzi.
Tornare a sentire il proprio corpo, il ritmo del respiro o il contatto con la realtà che ci circonda non è un esercizio, è un atto di libertà. Significa scegliere di abitare il momento senza l'ansia di dover produrre qualcosa. In questo ritorno alla propria essenza, si scopre che non serve essere impeccabili per avere valore. La vera bellezza sta nel lasciarsi andare, nell'accogliere le proprie ombre senza giudizio e nel riscoprire una presenza che basta a se stessa. È un cammino verso la propria verità, un modo per ricordarsi che, prima di ogni ruolo e di ogni compito, siamo vita che pulsa, libera dal peso del dover essere sempre "giusta".
"Non c'è bisogno di correre, di lottare o di sforzarsi. Sii solo te stessa. Essere se stessi è già un atto di amore". (Thich Nhat Hanh)
Diventa ciò che sei
date » 21-10-2022 12:55
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Siate libere di essere voi stesse.
Spogliatevi dalle ipocrisie.
Dai sensi di colpa,dalla mania di perfezione e controllo.
Liberatevi dal bisogno di compiacere,dal dovervi comportare come gli altri si aspettano.
Esprimetevi come la vostra anima vi suggerisce.
Non affidatevi a sostegni e conferme esterni.
Siete voi la vostra forza.
Spogliatevi dei giudizi,degli schemi,dei pensieri precostituiti.
Ascoltate il vostro intuito.
Ascoltatelo e seguitelo.
Nutrite dubbi e cercate in voi le risposte.
Non cercate nella coppia la completezza della vostra identità,voi nascete già complete!
Proteggetevi.Accuditevi.
E non siate mai in competizione con le altre donne,ma incoraggiatevi a vicenda.
Aiutatevi.Evidenziate il potenziale,le capacità,l'unicità di ognuna di noi.
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Simone de Beauvoir ha scritto:
“Essere donna non è un dato naturale, ma il risultato di una storia. Non c'è un destino biologico e psicologico che definisce la donna in quanto tale. Tale destino è la conseguenza della storia della civiltà, e per ogni donna la storia della sua vita.”
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Liberatevi dai ruoli che vi sono stati affibbiati.
Liberatevi dall' ansia di essere donne.
Date voce alla vostra rabbia sana senza paura di essere giudicate pazze,noiose o polemiche.
E,soprattutto,
Diventate ciò che siete,
non ciò che il mondo vorrebbe farvi essere!
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(Grazie sempre a Valentina per la sua fiducia nei miei confronti)
Da sé stessi non si scappa
date » 21-07-2022 09:13
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Da sé stessi non si scappa
Il dolore e il tentativo di liberarsene dividono gli esseri umani in due categorie: quelli che fingono di essere chi non sono e di avere ciò che non hanno ingannando gli altri e sé stessi sperando che quelle menzogne diventino realtà e che li aiutino a dimenticare e poi ci sono quelli che restano calmi,quasi immobili, in attesa di trasformarsi in qualcosa di nuovo e definitivo.
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Perché l' errore è nella fretta.
I sentimenti non vanno vissuti in fretta.
Non bisogna sbrigarsi ad amare tanto e forte.
Ad appassionarsi subito e voracemente.
O ad allontanarsi dal dolore illudendosi di cancellare chi o cosa quel dolore l' ha provocato.
La fretta toglie consapevolezza e coscienza di sé.
Bisogna starci dentro ai sentimenti e alle emozioni,accoglierle,sentirle addosso.
Senza fare nulla.
Se non aspettare.
Aspettare la loro trasformazione,che sia un' evoluzione o dissoluzione.
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E poi,quando è la sofferenza a tormentarci
usare le proprie forze e aspettare il momento in cui non servirà sembrare altro,ma semplicemente, si diventerà altro!
Senza l'aiuto di nessuno.
Senza strategie,senza inganni.
Un po' come dice Coelho quando parla del guerriero della luce,avete presente?
''Forzare il combattimento non serve,a volte si deve solo aspettare'' ascoltarsi e niente altro.E quel dolore svanira' senza che ci trasformi in persone tristi,arrabbiate e spesso cattive.
Svanira' e noi resteremo integri.
Ho perso...
Ho perso sogni, idee, ricordi.
Ho perso promesse e persone.
Intenti e convinzioni.
Qualche principio e a tratti perdo la buona educazione.
Ma ho perso anche quasi tutta la paura di non essere abbastanza e non trovo più l'inadeguatezza di non essere all'altezza.
Quindi direi che, tutto sommato posso smettere di preoccuparmi di ciò che non ho più e rilassarmi nell' attesa di ciò che troverò!