Barbara Cannizzaro

Barbara Cannizzaro (1973)nasce e vive a Roma.
Adora i dettagli,l’invisibile. Ciò che solitamente non viene colto, che passa inosservato ad un occhio poco attento.
A volte si diletta nella street photography, l’osservazione del mondo la incuriosisce e stimola a livello antropologico ed etico.
Un gesto,un’espressione,un accessorio di persone sconosciute catturano la sua curiosità,assumono un significato profondo,diventano per lei la rappresentazione di un’emozione o di un’idea, scevra da legami che condizionano il pensiero. Attraverso gli sconosciuti si approprio del mondo,ne fa parte,lo vive più intensamente. Per lei,citando Tacito, “Tutto ciò che è sconosciuto è sublime.”
Ama fotografare le donne nella loro semplicità e unicità, il ritratto ‘sbagliato’, fuori dagli schemi e dai canoni classici. Studia ed elabora progetti che abbiano un’utilità psicologica o sociale senza dar peso alla perfezione del corpo,all’omologazione che ci rende tutti vuoti e infelici.

La sua vera passione, però, è l’autoritratto non come gesto egocentrico, come descrizione e raffigurazione sterile di se stessa ma come veicolo di espressione e liberazione di stati d’animo e pensieri.
Per anni ha ignorato,maltrattato infine dimenticato il proprio corpo,e dopo un lungo e sofferto percorso ha iniziato a conoscersi e Riconoscersi attraverso la fotografia. Guardandosi attraverso l’obiettivo e la carta fotografica ha finalmente la percezione di Se,del suo Esistere.
Lisette Model fotografa statunitense ha detto : “Mi è stato chiesto spesso cosa volevo dimostrare con le mie fotografie .La risposta è che non voglio provare niente. Sono le immagini che provano la mia esistenza..”
Barbara aggiunge: “Il mio corpo è protagonista,narratore,veicolo e specchio di me stessa,da nessuna qual ero sono diventata una e centomila.”
Un vero e proprio processo terapeutico e intimo per farsi conoscere e dare spunti di riflessione per conoscere se stesso a chi osserva il suo lavoro.
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Barbara Cannizzaro (1973) was born and lives in Roma.
She loves details, what is not immediately visible. What is usually not caught, what passes unnoticed by an inattentive eye.
Sometimes she delights in street photography. Observing the world intrigues her and stimulates her on an anthropological and ethical level.
A gesture, an expression, an accessory of unknown people capture her curiosity, acquire a profound meaning, become for her the representation of an emotion or an idea, free from what influences the thought. Through strangers she takes control of the world, she becomes part of it, she lives it more intensely. For her, quoting Tacitus, "What is unknown, is sublime."
She loves to catch women in their simplicity and uniqueness, the 'wrong' portrait, outside frames and classic rules. She studies and develops projects that have a psychological or social utility giving no importance to the perfection of the body, to the homogenisation that makes everybody empty and unhappy.
Her true passion is self-portrait, not meant as an egocentric gesture or as a sterile description and representation of herself, but intended as a vehicle for expression and release of moods and thoughts.
For years she ignored, mistreated and finally forgot her body, and after a long and painful path, she began to know and recognize herself through photography. Looking through the lens and by means of photographic paper, she finally achieves the perception of herself, of her existence.
Once Lisette Model said: “I have often been asked what I wanted to demonstrate with my photographs. The answer is that I don't want to feel anything. These images prove my true existence .. "
Barbara adds: "At the same time, my body is the main character, the narrator, the vehicle and the mirror of myself, from nobody I had become one and a hundred thousand."
A real therapeutic and intimate process to make herself recognizable and to offer food for thought to the observer.

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